Arte Sacra

Posted By italia-network / maggio 4, 2017 / Italia / Comments are disabled

Sulla parte inferiore della valva a destra di una delle porte bronzee del santuario Garganico, racchiude uno splendido capitolo di storia della fede e dell’arte, scritto in un contesto geografico anch’esso assai significativo e gravido di memoria: la regia città di Costantinopoli. Si tratta di un certo Pantaleone di Amalfi, dominus opulento e Pio, che dopo aver fatto dono di altre porte a Roma, a Montecassino e ad Atrani (paesi vicino ad Amalfi), offre nel 1076 alla basilica dell’arcangelo Michele , un così bel lavoro da essere ricordato e tramandato nel tempo per la sua bellezza.

Di questo, Pantaleone a vivida coscienza, tant’è che lo stesso munifico donatore, rivolgendosi ai lettori del santuario, così li supplica e discretamente scongiura.

Un esempio, quello di Pantaleone, di munificenza e magnificenza: inscindibile binomio che ha guidato e retto la storia della pietà, la storia Bimillenaria della Chiesa nell’itinerario della bellezza come canto di lode all’eterna è increata bellezza.

L’attenzione al gratuito, munus da offrire all’altissimo, e al Pulchrum , visione da contemplare nella verace magnificenza delle forme non si è estinta ne inaridita tra la nostra gente.

La corrente calda proveniente da Amalfi, Monte Sant’Angelo, Troia, Trani … Ha felicemente raggiunto San Vito dei normanni vicino a Brindisi la dove uno Spiritus scolpendo è stato chiamato a modellare due porte di bronzo, annoverate già tra le porte del bello.

Intendiamo parlare di una comunità parrocchiale, quella di Santa Maria della Vittoria e di uno scultore maestro cantore del bello, Ernesto Lamagna: ambedue animati da una sensibilità non comune e da un amore grande alla paradosis come tradizione da trasmettere ed a far rivivere, il linea di continuità nella novità.

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